«Laeta Dies». Musiche per san Benedetto e attività musicali nei centri benedettini in età moderna. Atti della Giornata di Studi (Fabriano 23 settembre 2000), a cura di S. Franchi e B. Brumana, Fabriano 2004, pp. XVI-350, tav. 1 a colori e ill. in b/n
 + cd musicale allegato, € 40,00.

 

 


 

 

SALUTO DEL P. LORENZO SENA
PRIORE DEL MONASTERO SAN SILVESTRO
(23 settembre 2000)

Benvenuti a tutti per questa Giornata, la quale è scaturita da... una «idea», come si dice alle volte. Col m° Scapin e col prof. Franchi ragionavamo intorno a questo dubbio: Come mai, mentre per s. Francesco o s. Chiara o molti altri santi, ci sono tanti oratori o altre composizioni musicali di vario genere, per s. Benedetto pare non ci sia quasi nulla. È mai possibile? Una prima risposta poteva essere questa: forse nei centri monastici si è preferito sempre il gregoriano e quindi si è dato poco spazio a nuove musiche e a nuovi autori. Però ci si è detto: proviamo a vedere un po' meglio. Il prof. Franchi, del Conservatorio di Musica di Perugia, ha chiamato in causa la prof.ssa Brumana dell'Università di Perugia; e loro due, già molto competenti in tal campo e avendo già conoscenza di qualcosa, si sono impegnati a rintracciare alcune musiche in onore di s. Benedetto e a coinvolgere altri studiosi ed esperti. Ecco perché si è pensato a una giornata di studio su tale argomento e con tale titolo.
Sono felice che siamo arrivati a poterla realizzare; spero veramente che questo serva... intendo dire alla cultura e all'arte. Perché, parlando con questi amici professori, si diceva che purtroppo in Italia la cultura rischia di essere sempre la cenerentola... Io credo che nei monasteri benedettini ciò non debba avvenire; vorrei ricordare (anche se forse il riferimento qui non c'entra direttamente) una raccomandazione di s. Benedetto; egli scrive: «domus Dei sapienter a sapientibus administretur = la casa di Dio sia amministrata da saggi e saggiamente» (RB 53,22). Abbiamo in questa frase della Regola due aspetti che mi sembrano molto belli: domus Dei, quindi è una visione di fede che deve permeare sempre una comunità monastica; ma deve essere amministrata saggiamente da persone sagge. Credo che ciò possa dare un po' il tono spirituale e culturale a questa nostra giornata.
Il mio plauso e il mio ringraziamento più cordiale soprattutto al prof. Franchi, alla prof.ssa Brumana e al m° Scapin che hanno reso possibile il programma; ringrazio poi gli illustri relatori, cominciando dal prof. Mischiati che è un'autorità indiscussa, veramente un luminare, in fatto di ricerche musicologiche. A tutti i presenti poi un grazie per la partecipazione. Ci auguriamo tutti che il Convegno riesca molto bene.

 



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